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Recensione: Ghostbusters: Il Videogioco

20 nov

I fantasmi su Wii fanno meno paura.

Raramente capita di recensire un gioco per tre volte, a meno che non vi siano motivazioni particolari. Ghostbusters, in virtù della sua aurea leggendaria e dell’impatto mediatico avuto sul mondo dei videogiochi, probabilmente mai così sollecitato da un titolo proveniente dall’universo del cinema, si è meritato quindi questo onore e onere. Pertanto, dopo la recensione apparsa mesi fa per PlayStation 3. e quella di pochi giorni fa per Xbox 360, è quindi giunto il momento di passare ad analizzare le versione per la console di Nintendo.

Le premesse a dire il vero non sono esattamente del tipo che solitamente viene definito come “ottimo”: spogliata del carisma di una serie idolatrata da anni come moderna icona pop, l’opera di Terminal sulle console next generation non ha avuto purtroppo un riscontro pari alla fama che ne ha accompagnato il lancio.

Nonostante il revival artistico e mediatico, cresciuto a tal punto da convincere gli attori a dare il via al progetto di un terzo film della serie, i poveri e innocenti giocatori si sono trovati infatti alla resa dei conti un videogame quantomeno “tirato via”.


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Recensione: Sin & Punishment 2

19 nov

Ovvero, come migliorare un capolavoro.

Ricordo ancora come se fosse ieri il mio primissimo incontro con Sin & Punishment 2: ero appena entrato con l’allegra cricca di Eurogamer.it all’interno del Convention Center di LA e ci stavamo placidamente dirigendo verso la sala predisposta al ritiro dei badge dell’E3, ancora parzialmente rincoglioniti da un viaggio durato 19 ore.

All’improvviso, fortissimo e del tutto inatteso, lo shock: un addetto al montaggio degli stand lasciò una porta aperta per qualche secondo e, spiando, intravidi il logo del gioco stampato modello gigantografia su uno dei muri del titanico booth della Nintendo. Sono seguite urla, salti e schiamazzi molesti del sottoscritto, in berserk per la gioia e l’emozione all’idea di poter mettere le mani su un titolo tanto atteso (ci sono i testimoni eh, è tutto vero!).

Quattro giorni dopo, al termine della fiera losangelina, lo standista di Nintendo era arrivato ormai a chiamarmi per nome, salutandomi pure con un certo trasporto: pare che nessuno tra le migliaia di visitatori avesse provato la demo quanto me, letteralmente invasato al cospetto di un gioco che per anni ho potuto solo sognare e che oggi è una deliziosa realtà.


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Recensione: Jak & Daxter: The Lost Frontier

19 nov

Una coppia inossidabile.

Dopo mesi di attesa, in cui abbiamo desiderato che arrivasse su PSP un platform davvero valido, la nostra pazienza è stata ampiamente ricompensata con ben due prodotti, entrambi meritevoli di grande attenzione: LittleBigPlanet, di cui vi abbiamo ampiamente parlato nel nostro recente articolo, ed il tema di questa recensione, Jak & Daxter: The Lost Frontier. Insomma, come si suol dire, “quando poco e quando troppo”.

Esattamente come nel caso di LBP PSP, il gioco non è stato però sviluppato dai creatori della serie ma da High Impact Games, studio già noto per il buon Ratchet & Clank: Size Matters e il discreto Secret Agent Clank.

Il lavoro svolto dalla software house californiana è stato fortunatamente un successo poiché il titolo non solo conserva lo spirito del franchise, ma presenta molte delle migliori feature dei precedenti capitoli.


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Recensione: Assassin’s Creed II: Discovery

19 nov

Un nuovo assassino armato di pennino…

Dopo il deludente Altair’s Chronicles, Ubisoft riporta la saga di Assassin’s Creed sulla piccolina di casa Nintendo con un nuovo episodio, ovviamente dedicato al famigerato Ezio Auditore da Firenze. La storia ci vedrà impegnati a vendicare la nostra famiglia, uccisa da Rodrigo Borgia lo Spagnolo, e a recuperare un prezioso manufatto legato in qualche modo a un’oscura cospirazione legata alla scoperta del Nuovo Mondo. Tutto questo ci viene raccontato sin dall’inizio dallo stesso protagonista, che con un terrificante accento da boss italo-americano ci informerà della sua appartenenza alla nobile casta degli Assassini.

Inaspettatamente l’ambiguità tra il puro desiderio di vendetta e il religioso adempimento ai doveri del clan si intersecano discretamente all’interno della trama, rendendo in qualche modo credibili le pulsioni del nostro eroe in una storia che, per il resto, prosegue in maniera lineare e prevedibile tra una missione e l’altra senza riservare particolari sorprese. Pessimo il doppiaggio e i dialoghi privi di alcuna consistenza, ma l’impatto generale potrebbe riuscire gradito agli irriducibili fan della saga.

Esauriente e chiaro il tutorial, che attraverso un asettico sfondo bianco ci illustra le mosse di attacco, difesa e tutte le acrobazie necessarie per superare in velocità i vari stage. La formula adottata per questo sequel su DS è ancora una volta quella del platform d’azione, con un pizzico di stealth giusto per mantenere quall’aura di furtività che negli episodi casalinghi rappresenta uno dei perni centrali dell’esperienza di gioco.


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Recensione: Call of Duty: Modern Warfare Reflex Edition

18 nov

Quando la guerra si combatte a colpi di nunchuck.

La serie di Call of Duty rappresenta ormai da oltre cinque anni un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli amanti degli sparatutto in prima persona e non c’è dunque da stupirsi nel vederla arrivare ancora una volta su Wii, seppur non con il più recente Modern Warfare 2.

Call of Duty: Modern Warfare Reflex Edition è infatti un semplice porting dell’edizione PC, PS3 e Xbox 360 e come tale non può certo avere il medesimo impatto mediatico avuto da Call of Duty 4: Modern Warfare al tempo della sua prima uscita. Ciò nonostante, questa conversione per Wii, affidata agli sviluppatori di Treyarch, ha comunque diversi assi nella manica, primo fra tutti un gameplay estremamente coinvolgente, reso possibile dalle ormai note peculiarità della console Nintendo.

Trattandosi di un porting dell’edizione rilasciata due anni fa, la Reflex Edition non propone alcuna vera novità rispetto al passato. La campagna principale, identica alle controparti PC, PS3 e Xbox 360, si snoda infatti attraverso tre atti, ognuno dei quali proietta i giocatori nei panni di diversi uomini coinvolti nell’intensa realtà bellica proposta.


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Recensione: Left 4 Dead 2

18 nov

Una nuova, meravigliosa apocalisse.

Solitamente, dopo aver finito un gioco da recensire, accendo una sigaretta e mi siedo davanti al PC, facendo mente locale sulle emozioni provate prima di cominciare a scrivere. Oggi invece tocca ripulirmi di sangue, acidi gastrici e brandelli di carne putrescente, mentre in testa riecheggiano ancora i colpi del fucile a pompa e le urla disumane di quei maledetti infetti. A distanza di appena un anno dal suo predecessore, Left 4 Dead 2 bussa prepotentemente alla vostra porta annunciando una nuova ineluttabile apocalisse, che dalla Georgia alla Lousiana riversa sulle strade creature fameliche e spietate, il cui unico scopo è quello di banchettare con le vostre interiora.

Quattro sopravvissuti, un’infinita schiera di zombie e una meta da raggiungere in cerca della salvezza definitiva. Ancora una volta, la formula ideata da Valve risulta essere tanto semplice quanto intrigante, con quel perfetto connubio tra pathos e umorismo che ormai si presenta quale vero e proprio marchio di fabbrica della serie. Left 4 Dead 2 è un gioco che, molto saggiamente, evita di prendersi troppo sul serio, dimostrando una sincerità così spudorata che è impossibile non lodare. Nessuna storia complessa, al bando inutili premesse narrative e quasiasi sforzo di “dare un senso” agli eventi del gioco. Ciò che il team vuole offrirvi è essenzialmente un corposo set di armi e una moltitudine di infetti da abbattere in compagnia dei vostri amici. Obiettivo che in questo sequel viene conseguito in maniera esemplare.

Nonostante la dichiarata vocazione splatter e una struttura di gameplay dannatamente semplice (rimasta pressocché immutata), il titolo sviluppato da Valve riesce ad evitare la trappola del puro “more of the same”, proponendo una serie di meccaniche in grado di ampliare quanto di buono fatto in precedenza e, al contempo, introducendo soluzioni e situazioni inedite. Nei panni di Ellis, Nick Coach e Rochelle saremo chiamati a cooperare attivamente nel tentativo di sopravvivere lungo il tragitto da una location all’altra, collaborando con i compagni e sostenendoci a vicenda. L’intera avventura può essere portata a termine in singolo o insieme ad altri tre compagni nel corso di cinque stage principali, eterogeni e ben differenziati tra loro.


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Recensione: Dragon Age: Origins DLC Roundup

18 nov

Warden’s Keep e The Stone Prisoner recensiti!

Con Dragon Age: Origins, BioWare non ha solo lanciato sul mercato un nuovo RPG ma ha dato il via a una nuova serie, a una nuova realtà fantasy e, soprattutto, ha gettato le basi per quella che sarà un’esperienza di gioco in continua evoluzione, pronta a ospitare nuovi contenuti per almeno due anni.

Tali contenuti potranno essere creati direttamente dalla community (attraverso l’apposito toolset) o messi a punto dagli sviluppatori di casa BioWare. Cosa ci attende? Molto più di quanto possiamo immaginare. I due DLC rilasciati fino a oggi rappresentano infatti solo un piccolo antipasto di ciò che sarà possibile realizzare in futuro.


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Recensione: Assassin’s Creed II

17 nov

Un assassino impara sempre dai propri errori…

Il primo Assassin’s Creed per molti fu un capolavoro, per altri, tra i quali il sottoscritto, una delusione, un’occasione sprecata. I ragazzi di Ubisoft avevano realizzato un titolo tecnologicamente eccezionale, capace di lasciare chiunque a bocca aperta sul fronte grafico ma si erano dimenticati di condire tutto questo con un gameplay all’altezza.

Fiutando le enormi possibilità della serie in questione, comunque, i giocatori e i giornalisti hanno fatto arrivare ai programmatori tutte le proprie critiche e osservazioni, nella speranza che un potenziale tanto grande non venisse gettato alle ortiche a causa di un avvio di carriera non proprio esaltante (non certo in termini di vendite, grazie alla massiccia campagna pubblicitaria che precedette l’uscita del gioco).

Assassin’s Creed 2 ha ricevuto, in termini di marketing nudo e crudo, lo stesso trattamento del suo predecessore, e arriva sugli scaffali dei negozi circondato da un alone di hype tra i più massicci di sempre. Questa volta, però, le aspettative sono giustificate? Mi tolgo subito il dente e ve lo dico: si.


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Recensione: Cop: The Recruit

17 nov

Come GTA, ma dalla parte dei buoni…

Si chiama Dan Miles: è giovane, simpaticamente arrogante e sa addomesticare un’automobile come pochi altri in città. La sua passione, manco a dirlo, sono le corse clandestine. O almeno lo erano, fino a che non viene beccato da Brad Winter, veterano del CCD (Comando Cittadino Distrettuale) che gli impone di scegliere tra la galera e un posto tra le forze dell’ordine di New York.

Dan Miles è giovane, simpaticamente arrogante, ma ha ancora un briciolo di sale in zucca, perciò dice: “Accetto”. Ed è così che comincia la nostra avventura nei ranghi della polizia, impegnati a dar la caccia a tutta una serie di mascalzoni e a riportare la giustizia nelle strade. Nei panni di Miles avremo così modo di passare dall’altro lato della barricata, sparando e correndo a perdifiato per la città in furiosi inseguimenti, continuando a fare casino insomma, ma stavolta in nome della legge.

La trama, seppure non troppo originale, dimostra di essere nonostante tutto accattivante e narrata con una certa competenza. Insieme a Dan dovremo ovviamente sorbirci tutta una sequela di missoni un po’ troppo simili tra loro, ma ci sarà sempre un filo conduttore legato a Brad, il nostro mentore, accusato ingiustamente nel corso di alcune indagini ritenute “pericolose” dai vertici del Distretto. Qualcosa di grosso minaccia l’intera città e noi dovremo averci a che fare, poco ma sicuro.


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Recensione: New Super Mario Bros. Wii

16 nov

L’unione fa la forza.

Che ci crediate o meno, New Super Mario Bros. Wii è un titolo destinato a entrare nella storia ancora prima di uscire. E no, non mi riferisco alle deliranti sparate relative ai paragoni con Modern Warfare 2 di quell’ex simpaticone di Reggie Fils-Aime (personaggio passato nel giro di appena qualche anno da adorabile e carismatico cugino di Donkey Kong a insopportabile e spocchiosissimo manager incravattato), quanto piuttosto a un’idea che il caro vecchio Miyamoto aveva in testa da giusto una ventina d’anni.

Pare infatti che il leggendario Shigeru stesse provando in tutti i modi a inserire una modalità multiplayer all’interno dell’inossidabile formula di Mario, ed è proprio con New Super Mario Bros. Wii che la visione del Maestro si finalmente è tradotta in realtà, coronando così i suoi reconditi desideri.

Come inquadrare allora l’ultima odissea ‘platformica’ dell’idraulico più celebre del pianeta? Trattasi di sfizio furbetto volto a soddisfare le manie di un’icona del game design (evitando fra l’altro di investire cifre esorbitanti, vista l’evidente parentela con il capitolo apparso su Nintendo DS) o dell’ennesimo bersaglio centrato dalla grande N?


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