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Recensione: WWE Smackdown vs. Raw 2010

23 ott

Uno spettacolo sempre più convincente.

Se c’è una serie che nel corso della sua (lunghissima) carriera ha saputo evolversi, questa è WWE Smackdown vs. Raw. Il problema è che lo ha sempre fatto con una certa lentezza, come se avesse paura di deludere i fan con cambiamenti troppo bruschi, quindi ci sono voluti diversi anni per arrivare al livello qualitativo raggiunto dall’edizione 2010.

I ragazzi di Yuke’s Media Creation hanno finalmente deciso di crescere con determinazione, piuttosto che continuare secondo la tradizionale andatura “due passi avanti e uno indietro” che li ha sempre caratterizzati.

Dopo aver cambiato il sistema di controllo e ideato nuove interessanti modalità di gioco, quest’anno i programmatori si sono concentrati sull’ottimizzazione generale e, soprattutto, sull’inserimento di un discorso “community” davvero niente male.


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Recensione: Ratchet & Clank: A Spasso Nel Tempo

23 ott

Un’onesta riproposizione.

È cosa buona e giusta criticare un sequel per la sua cronica mancanza di innovazioni? Dopotutto -almeno sul piano teorico- un seguito risponde a un preciso desiderio di qualcosa di già visto ed apprezzato. Se al ristorante ordinate una Margherita vi lamentate forse con il cameriere perché la pizza è uguale a quella che avevate mangiato l’ultima volta? Una Margherita volevate, e una pizza con pomodoro e mozzarella vi è stata puntualmente portata.

Allo stesso modo i fan di Ratchet & Clank che desiderano dell’altro Ratchet e dell’altro Clank non rimarranno delusi da A Spasso Nel Tempo. Parliamo infatti di un prodotto piacevole da guardare, curato, divertente e bilanciato, ovvero qualcosa di assolutamente affine ai canoni della serie. Aspettatevi insomma orde di nemici da malmenare e tonnellate di oggetti segreti da raccogliere, così come enigmi da risolvere e salti a profusione. Per non parlare delle immancabili casse da distruggere, sempre generosamente presenti a dispetto della fase di crisi economica mondiale (per la probabile gioia della ditta che produce le casse virtuali inserite in qualsiasi videogame!).

La trama, almeno quella, è roba nuova. Clank è stato rapito dagli Zoni guidati dal perfido Dr. Nefarius (una vecchia conoscenza del dinamico duo…) e toccherà ovviamente al prode Ratchet correre in suo soccorso. Il carismatico Lombax non sarà comunque solo: durante la missione si imbatterà infatti in uno storico compare (il Generale Azimuth) e la vicenda si farà più gustosamente complicata col passare delle ore. Quasi scontati i soliti intermezzi comici offerti dal Capitano Qwark, pronto a ritornare con le sue buffe gag impeccabili nel dare un tono ancor più spensierato all’avventura intergalattica.


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Recensione: Star Wars The Clone Wars: Gli Eroi della Repubblica

15 ott

Una tortura intergalattica.

Chiunque abbia una discreta conoscenza del panorama videoludico contemporaneo sarà senz’altro a conoscenza dei numerosi, fallimentari tie-in realizzati negli ultimi anni. Se si pensa a come celebri licenze quali Terminator o Transformers abbiano fallito il grande salto dal cinema ai videogames, è davvero difficile nutrire particolari aspettative verso Star Wars The Clone Wars: GLI Eroi della Repubblica (un titolo che si ispira all’omonima serie televisiva per ragazzi). Una tale licenza poteva dunque avere successo dove grandi nomi del cinema o dei fumetti hanno fallito?

La struttura di Republic Hero è purtroppo tanto mediocre quanto la sua storyline ed il suo comparto tecnico. La modalità principale è infatti suddivisa in tre atti principali, le cui missioni non richiedono più di 10-15 minuti per essere portate a termine con successo, senza grandi sforzi. Nel corso del gioco è ovviamente possibile vestire i panni di diversi personaggi quali Anakin Skywalker, Ahsoka Tano e Obi-Wan Kenobi, ma questo, pur garantendo una narrazione più completa, non riesce a sopperire all’eccessiva semplicità della struttura di gioco.

Com’è facile intuire, la semplicità generale si riflette anche sul gameplay. Le meccaniche di gioco, tanto nei combattimenti quanto nelle fasi di esplorazione, sono banali, fin troppo intuitive e assolutamente prive di profondità; il gioco offre infatti solo due tipologie di personaggi, ovvero i Jedi e i clone trooper (dotati rispettivamente di una spada laser e del potere della forza, e di armi da fuoco, ma con varietà d’attacco molto limitate) fornendo dunque un’esperienza monotona e priva di quell’intensità che ci si aspetterebbe dalla realtà fantascientifica proposta.


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