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Recensione: Just Cause 2

23 mar

Una movimentata vacanza nel Pacifico.

A volte si sente il bisogno di staccare la spina al cervello e di dedicarsi ad attività esplosive e scarsamente didattiche. Questa esigenza colpisce chiunque, dagli studenti perennemente chini sui libri ai lavoratori sfrenati. Si tratta di una richiesta di aiuto del nostro fisico, messo costantemente sotto pressione dai ritmi frenetici della vita quotidiana.

Fra le numerose forme ricreative esistenti, i videogiochi hanno la capacità di offrire una marea di esperienze differenti. Quella garantita da Just Cause 2 è semplicemente la più adatta a eliminare le tossine della stanchezza mentale, una vera gioia per gli occhi e per il cuore.

Non starò a tediarvi con i dettagli legati alla trama di questo interessante titolo, visto che si tratta del classico pretesto per gettare nella mischia l’eroe di turno, ma mi concentrerò sul pezzo forte di Just Cause 2: il gameplay esplosivo e carico di folle divertimento.


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Recensione: Assassin’s Creed II

23 mar

Gran gioco, servizio da migliorare.

La versione console di Assassin’s Creed II è ormai in commercio da qualche mese, ma finalmente anche per gli utenti PC è arrivato il momento di vivere le avventure di Ezio Auditore e di scorrazzare liberamente attraverso le fedeli ricostruzioni di alcune città del rinascimento italiano.

Se non avete ancora mai letto nulla su Assassin’s Creed II, vi basti sapere che si tratta del seguito del vecchio Assassin’s Creed sviluppato da Ubisoft. Attraverso una premessa narrativa piuttosto fantasiosa, i programmatori permettono al giocatore di rivivere le gesta di alcuni assassini vissuti in epoche passate, seguendo da vicino l’eterna lotta della loro confraternita con quella dei nemici templari.

Il primo capitolo della serie si era distinto per le sue incredibili caratteristiche tecniche, ma aveva fallito sul fronte del gameplay, rivelandosi monotono e privo di qualsiasi tipo di spunto interessante. Assassin’s Creed II, dal canto suo, ha risolto brillantemente questo problema, creando un ottimo mix di grafica superba, gameplay interessante e ambientazioni eccezionali. Se volete avere maggiori informazioni legate ai pregi e ai difetti di questo gioco, vi invitiamo a leggere la recensione della versione console del gioco, che potrete raggiungere facilmente seguendo questo link .


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Recensione: Street Fighter IV

23 mar

Shoryuken da passeggio? Sì, grazie!

Quando ho sentito parlare per la prima volta dell’imminente conversione iPhone di quel fantasmagorico capolavoro di Street Fighter IV, ho istintivamente pensato a un’ardita presa per il culo orchestrata dal solito buontempone in vena di pirlate online.

Quando poi ho effettivamente visto i primi screen del gioco ho avuto più o meno la certezza della boutade: già l’idea di un picchiaduro di quella portata sul piccolo gioiellino Apple mi pareva al limite dell’infame blasfemia, ma addirittura pensare che Capcom fosse in grado di proporre uno Street Fighter IV “da passeggio” con quella grafica lì, mi risultava semplicemente impossibile da credere.

Una volta preso atto del fatto che sì, gli screen erano autentici, e che no, non era il primo aprile, è subentrata automatica la fase del rifiuto: un’operazione simile doveva necessariamente essere dettata dal desiderio della casa di Resident Evil di raggranellare soldi facili sfruttando la popolarità del brand e le allettanti possibilità di guadagno dell’ App Store, e un progetto così sarebbe stato destinato per definizione all’inconsistenza ludica (vuoi per i problematici controlli, vuoi per l’impossibilità di adattare l’esperienza Street Fighter IV alla struttura dell’iPhone).


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Recensione: echoshift

22 mar

Questione di tempismo…

Ecoshift è il sequel di Ecochrome, l’acclamato puzzle game del 2008, e continua il trend degli eroi manichini aggiungendo un bel po’ di colori al mondo originale con una nuova meccanica di “casting”, un concetto che dovrebbe essere molto familiare a chi ha giocato al recente The Misadventures of P. B. Winterbottom.

Ogni livello è un puzzle e la soluzione più ovvia è trovare la porta d’uscita. Tra l’ingresso e la via di fuga c’è tutta una serie di interruttori, barriere, nemici e piattaforme in movimento: confrontatevi al meglio con questi marchingegni e sarete liberi!

Difficilmente questi ostacoli possono essere affrontati singolarmente. Spesso un cancello può aprirsi attivando un interruttore che si trova a una certa distanza, oppure lo stesso cancello necessita di un doppio switch per essere attivato. Quindi ci troviamo davanti a un platform piuttosto complicato, senza dimenticare la presenza di un trick temporale che ci permette di registrare le nostre azioni e di poterle ripetere, pagandone ovviamente le conseguenze in positivo o in negativo…


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Recensione: Roundup Giochi Scaricabili

21 mar

Bit.Trip Void, Shoot 1Up, Alien Zombie Death and Mega Man 10.

Come avete avuto modo di notare, talvolta i giochi scaricabili dalla Rete sono tanti e vengono distribuiti digitalmente in maniera disordinata. Prima c’erano soltanto Steam e Xbox Live Arcade, adesso l’attenzione si sposta anche su App Store, PSN, WiiWare, sul canale per le produzioni Indie dello stesso Xbox Live Arcade e sul DSiWare… È difficile scovare e provare tutti i titoli in uscita, anche per noi di Eurogamer che abbiamo un numero considerevole di esperti e appassionati su cui poter fare affidamento.

Abbiamo allora deciso di puntare su una panoramica dei titoli più interessanti usciti in questi ultimi tempi, tra nomi più o meno conosciuti e produzioni di cui magari ignoravate addirittura l’esistenza. Un appuntamento periodico che Eurogamer ha voglia di portare avanti proprio per coprire quell’universo di rendez-vous con il download fatto di giochi che si muovono nel “sommerso” della scena videoludica…

Shoot 1UP è uno dei titoli più interessanti che provengono dal canale Indie di Xbox Live, soprattutto per l’ottimo rapporto tra qualità e prezzo: potete scaricarlo per soli 80 Microsoft Point, il prezzo di una lattina di Coca-Cola.


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Recensione: Superstars V8 Next Challenge

19 mar

Un piccolo passo in avanti.

Superstars V8 non è senz’altro stato un successo di critica per Milestone ma nonostante ciò gli sviluppatori non si sono dati per vinti, convinti di poter riuscire a replicare, anche nel mondo delle quattro ruote, gli ottimi risultati ottenuti con i racing game motociclistici. A distanza di circa un anno, eccoci dunque a parlare di Superstars V8 Next Challenge, nuovo capitolo della serie con cui Milestone spera far breccia nel cuore di tutti gli appassionati di automobilismo digitale. Un obiettivo troppo pretenzioso? Almeno per il momento, pare purtroppo di sì.

Il titolo presenta un buon numero di modalità che si adattano alle esigenze di tutti i videogiocatori, siano essi occasionali e quindi in cerca di qualche rapido giro di pista, o veri e propri appassionati intenzionati a intraprendere attività più durature. Oltre alla Gara Veloce, la Sfida a Tempo e il Weekend di Gara, è infatti presente il consueto Campionato, a cui si aggiungono le Patenti Superstar; quest’ultima modalità, sulla falsariga delle patenti di Gran Turismo, è suddivisa in quattro categorie, ognuna delle quali propone un discreto numero di sfide a difficoltà crescente, volte a permettere a tutti gli aspiranti piloti di familiarizzare con le meccaniche di gioco.

Come di consueto il titolo si avvale della licenza Superstars, riproponendo dunque l’intera competizione con assoluta fedeltà; le 19 auto proposte, accompagnate ovviamente dai propri piloti ufficiali, e tutti i tracciati disponibili, sono infatti rappresentati nei minimi dettagli, sponsor compresi, assicurando dunque grandi soddisfazioni a qualsiasi appassionato. Purtroppo, al di là di un’accurata rappresentazione di questa affascinante realtà automobilistica, il titolo evidenzia però diversi difetti tanto nel gameplay quanto nella resa grafica, che purtroppo sono impossibili da ignorare.


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Anteprima: Lara Croft and the Guardian of Light

18 mar

Un cambio di prospettiva…

Tomb Raider è uno dei giochi più amati di sempre, perché ci permette di viaggiare con la fantasia, di eseguire mosse acrobatiche, di essere protagonisti di avventure memorabili. Il suo gameplay da classico action in terza persona difficilmente ha deluso, così come gli elementi puzzle, quelli legati all’esplorazione o alle sparatorie. Spesso la somma di tutto questo è appunto nell’atmosfera che si respira, in quelle giungle così misteriose in cui ci perdiamo insieme a Lara.

Così, dopo aver passato appena due minuti sulla demo di Lara Croft and the Guardian of Light, abbiamo pensato che qualcosa non stesse andando per il verso giusto. Il gioco che stava girando sullo schermo non somigliava infatti a nessuno dei Tomb Raider che conosciamo. La visuale è isometrica e la telecamera è fissa. Lara, in questo suo apparire piccola, è super indaffarata a sparare ai nemici, per poi avvicinarsi a un tempio con le solite esplosioni sullo sfondo, il che ci ha portato a pensare: “Oh, Lara, ma cosa ti hanno fatto?”

Attenzione, però. I successivi 28 minuti della demo ci hanno fatto completamente ricredere. Alla fine siamo riusciti a comprendere meglio il progetto che si cela dietro a Guardian of Light, una produzione che cercherà di offrirci qualcosa di differente rispetto al passato ma sempre con molta, moltissima attenzione.


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Anteprima: Bodycount

18 mar

“Voi non siete il martello. Siete il chiodo”.

Stuart Black, la mente creativa dietro il nuovo FPS targato Codemasters, è davvero un fiume in piena. Bodycount, sostiene, sarà totalmente differente da qualsiasi altro shooter in soggettiva visto sino ad ora. Ebbene, quanti miliardi di volte abbiamo sentito dichiarazioni del genere? Troppe, senza dubbio. Eppure Black è uno senza peli sulla lingua, e ce ne accorgiamo quando non esita a definire la gran parte degli FPS su console “fottutamente noiosi”, per usare le sue esatte parole.

“Ciò non significa che siano tutti merda!”, dichiara però sorridendo. Il problema è che è davvero stufo della continua riproposizione di un design che risale nientemeno che agli anni ’90, per non parlare della ridicola intelligenza artificiale, in cui i nemici continuano a mostrare il capo da dietro le coperture seguendo schemi comportamentali talmente idioti da risultare offensivi. Ammette inoltre un sincero odio per il fatto di essere a costretto a giocare secondo i dettami prescritti dagli sviluppatori. “Questo mi fa davvero incazzare!”, sbraita.

“Io di sicuro non sto facendo un gioco del genere. Sono stanco di quella roba. Ci ho lavorato fino alla morte. Adesso voglio giocare qualcosa di diverso”, insiste. “Non voglio copiare le cose degli altri, e se ciò che vuoi fare non esiste, ti tocca inventarlo. Se avessi dovuto prendere da altri questo stile di gioco, non lo avrei fatto.”


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Recensione: Resonance of Fate

18 mar

Tri-Ace e SEGA convolano a giuste nozze.

Quando abbiamo saputo che il nuovo titolo Tri-Ace sarebbe stato prodotto da SEGA, piuttosto che da Square Enix, le nostre speranze di trovarci fra le mani un nuovo episodio di Valkyrie Profile sono andate in frantumi, ma conoscendo le capacità di questo team di sviluppo le aspettative sono rimaste comunque piuttosto alte.

Dopo l’hands-on di qualche giorno fa, tuttavia, l’eccessiva lentezza di Resonance of Fate e la grande complessità del suo sistema di combattimento ci avevano spaventati, facendoci temere di trovarci fra le mani un polpettone difficile da digerire.

Fortunatamente procedendo con l’avventura le cose migliorano notevolmente, al punto da farci considerare il titolo Tri-Ace uno dei migliori GdR usciti per l’attuale generazione di console. Il perfetto equilibrio fra tradizione e novità, dà vita a un’esperienza molto più appassionante di quella creata da Square Enix con Final Fantasy XIII, almeno per chi è alla ricerca di un prodotto complesso e di grande spessore.


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Recensione: Command & Conquer 4: Tiberian Twilight

17 mar

Quando meno te l’aspetti…

Quando è stato annunciato Command & Conquer 4, in molti hanno pensato che fosse arrivato il momento di avere delle risposte. Chi è realmente Kane e da dove proviene? Come mai non è ancora morto? Domande su domande, che cercano un perché, una motivazione.

Command & Conquer 4 è la conclusione della saga Tiberium, anzi avrebbe dovuto esserlo, perché diamo per scontato che quello che succederà porterà alla fine di un conflitto che dura 15 anni (in-game ne sono passati 70) tra GDI (Global Defense Initiative) e la Fratellanza di Nod.

In verità non c’è alcun finale oppure una particolare soddisfazione nel conoscere la conclusione di C&C4, e mentre il classico Kane (intepretato dall’attore Joe Kucan) ha il solito grande impatto sulla scena, il resto del cast (praticamente sconosciuto) dà quasi la sensazione di stare davanti alla peggior soap opera mai prodotta.


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