Recensione: Assassins Creed II: Discovery
19 nov
Un nuovo assassino armato di pennino…
Dopo il deludente Altair’s Chronicles, Ubisoft riporta la saga di Assassin’s Creed sulla piccolina di casa Nintendo con un nuovo episodio, ovviamente dedicato al famigerato Ezio Auditore da Firenze. La storia ci vedrà impegnati a vendicare la nostra famiglia, uccisa da Rodrigo Borgia lo Spagnolo, e a recuperare un prezioso manufatto legato in qualche modo a un’oscura cospirazione legata alla scoperta del Nuovo Mondo. Tutto questo ci viene raccontato sin dall’inizio dallo stesso protagonista, che con un terrificante accento da boss italo-americano ci informerà della sua appartenenza alla nobile casta degli Assassini.
Inaspettatamente l’ambiguità tra il puro desiderio di vendetta e il religioso adempimento ai doveri del clan si intersecano discretamente all’interno della trama, rendendo in qualche modo credibili le pulsioni del nostro eroe in una storia che, per il resto, prosegue in maniera lineare e prevedibile tra una missione e l’altra senza riservare particolari sorprese. Pessimo il doppiaggio e i dialoghi privi di alcuna consistenza, ma l’impatto generale potrebbe riuscire gradito agli irriducibili fan della saga.
Esauriente e chiaro il tutorial, che attraverso un asettico sfondo bianco ci illustra le mosse di attacco, difesa e tutte le acrobazie necessarie per superare in velocità i vari stage. La formula adottata per questo sequel su DS è ancora una volta quella del platform d’azione, con un pizzico di stealth giusto per mantenere quall’aura di furtività che negli episodi casalinghi rappresenta uno dei perni centrali dell’esperienza di gioco.
