Il gioco sbagliato al momento sbagliato.
Come ampiamente dimostrato da altri celebri prodotti, tra cui linguardabile LOST Via Domus, la dura legge del tie-in è solita colpire anche i titoli basati sulle serie televisive. Sebbene in molti si augurassero il contrario, Prison Break: The Conspiracy è infatti solo lultimo di una lunga serie di fallimenti videoludici tratti da celebri controparti cinematografiche, letterarie e televisive, e in quanto tale ci costringe a porci, ancora una volta, la fatidica domanda che riecheggia nellaria in queste occasioni: Perché?.
Perché è così difficile trasporre la magia e lintensità che contraddistingue un film, un libro o una serie TV in un videogioco? Perché, considerando i fondi a disposizione delle software house per la realizzazione di questi prodotti, è quasi impossibile ritrovarsi poi a giocare qualcosa di accettabile? La risposta, cari Eurogamers, è tuttoggi un mistero e noi, dal canto nostro, non possiamo far altro che pregare, sperando che un domani il più insospettabile dei tie-in videoludici sia in grado di stupirci, dimostrandosi allaltezza delle più rosee e improbabili aspettative. Un desiderio utopistico? Forse, ma la speranza, si sa, è lultima a morire.
Proponendo una struttura narrativa parallela a quella offerta dalla prima stagione della serie, Prison Break: The Conspiracy ci proietta nel cuore del penitenziario di Fox River, mettendoci nei panni dellagente Tom Paxton, il cui obiettivo, in qualità di infiltrato, è di assicurarsi che Lincoln Burrows raggiunga, come da programma, la sedia elettrica.
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