Archive | aprile, 2010

Anteprima: Sonic 4: Episodio 1

6 apr

Nel blu… dipinto in 2D!

Immaginate la scena. Sta per svolgersi un importante incontro tra i vertici di SEGA in un ufficio nei piani alti di Tokyo. I pezzi grossi sono tutti presenti, mentre PR e manager delle divisioni marketing delle varie regioni, prendono nota affannosamente evitando di guardarsi negli occhi l’un l’altro. Sono tutti riuniti per l’annuncio di un nuovo gioco di Sonic. A giudicare dalle ultime apparizioni del porcospino, le aspettative non sono esattamente altissime.

Un tempo fonte di gioia e di denaro per le casse di SEGA, gli ultimi anni hanno visto la comparsa dell’ombra di Sonic, e successivamente dell’ombra dell’ombra della mascotte della compagnia nipponica. Una delusione senza fine per gli innumerevoli fan di SEGA sparsi in tutto il mondo. Il 3D è stato il veleno che ha lentamente e implacabilmente ucciso uno dei più grandi protagonisti dell’industria dei videogiochi, tanto da relegare Sonic al ruolo di sparring partner del suo più grande rivale in numerosi giochi. Sembra quasi uno scherzo.

La presentazione ha inizio. Le luci si affievoliscono. Il ritornello SEGA rimbomba attraverso la stanza. A quel punto accade qualcosa di straordinario. Il blu. In 2D. Uno splendido blu in alta definizione e a due dimensioni. Nessuna spada. Nessun WereHog. Nessun personaggio da far venire i brividi. Solo e soltanto Sonic, più in forma che mai, che corre tra splendide colline verdi sotto un intenso cielo blu.


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Recensione: The Eye of Judgment: Legends

6 apr

Siete pronti a farvi il mazzo?

The Eye of Judgment su PS3 fu un esperimento coraggioso e per certi aspetti intrigante. Le funzionalità di PlayStation Eye garantivano un’interazione in tempo reale con il magico mondo delle carte raffigurato a schermo. I personaggi del nostro deck apparivano d’incanto e prendevano vita direttamente sul palmo della nostra mano, roba quasi da fantascienza fino a qualche anno fa.

Il gioco, benché curato e sviluppato con un certo criterio, soffriva però di alcune lacune inerenti proprio la modalità di fruizione. Bisognava innanzitutto disporre su un tavolo la griglia del gioco insieme alle carte e, cosa ben più importante, far sì che la telecamera inquadrasse il tutto a dovere per fornire gli adeguati input alla console. A ciò si aggiungeva inoltre la necessità di avere una buona illuminazione affinché le immagini risultassero nitide e la periferica potesse “leggere” le carte in modo corretto.

Meccaniche da gioco da tavolo in comunione con un videogame, con l’aggiunta di particolari dinamiche dei cosiddetti “trading card game”: nonostante il sistema fosse altamente sofisticato, la scomodità nella inizializzazione della periferica e nell’utilizzo del deck fu subito evidente.


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Recensione: Roundup Giochi Scaricabili

4 apr

Art of Balance, ZombieSmash, BlindGiRl, Super Yum Yum, The Impossible Game.

Il mercato del digital delivery cresce di giorno in giorno e ormai ha raggiunto dimensioni più che considerevoli, al punto che è facile perdersi tra iPhone, iPod Touch, DSiWare, WiiWare, Xbox Live Arcade, PSN, Steam e tutti i vari canali distributivi PC. Per questo motivo Eurogamer passa al setaccio ogni settimana tutto ciò che il mondo delle produzioni indipendenti ha da offrire per darvi motivi sempre nuovi per usare la vostra carta di credito. Non ci volete ancora più bene?

Questa settimana: come rimanere in equilibrio, come dichiarare guerra agli zombie, come uscire da un labirinto usando solo i rumori, come risolvere un mistero fruttato e come rendere possibile l’impossibile!


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Recensione: Dead or Alive: Paradise

3 apr

Il paradiso dei paparazzi virtuali?

Per ottenere il meglio che Dead or Alive: Paradise ha da offrire, tutto quello che dovete fare è guardare il filmato iniziale, dove vedrete tette che saltellano in quantità e un paio di ragazze che al massimo potrebbero andare a lezione alle superiori con il lecca lecca (entrambe nella stessa inquadratura, naturalmente). Dalla scena sotto la doccia al fotogramma finale dominato da una donna seduta su una canoa rosa, è tutto un susseguirsi di immagini che ci ricordano quanta strada abbiano percorso le donne nella loro ricerca di eguaglianza sociale.

Naturalmente, non c’è da lamentarsi se in un gioco basato sul franchise Dead or Alive si possono trovare seni e fondoschiena in abbondanza: sarebbe un po’ come lamentarsi della presenza di coperture in Gears of War. Ma quando si parla di Paradise, c’è molto altro di cui lamentarsi. Piccolezze naturalmente, quali visuali ridicole, gameplay inconsistente, controlli imprecisi, estrema limitatezza delle opzioni di personalizzazione, assenza di funzionalità online, IA scadente, presentazione pigra e una trama patetica a fare da sfondo al tutto, giusto per nominarne alcuni.

La premessa è tanto semplice quanto stupida. Nei panni di una delle ragazze di DOA (nel roster di 12 personaggi ci sono volti noti quali Kasumi, Ayane e Tina), dovete trascorrere una vacanza di due settimane sull’isola Zack. Lì potete visitare luoghi quali Tranquil Beach, Niki Beach e Bass Island, tutte location distinguibili esclusivamente dall’ordine in cui sono disposte le palme. E poi ci sono Pool e Pool Side, anch’essi notevolmente simili. Potete anche comprare oggetti inutili in tre differenti negozi o in alternativa visitare la celebre Radio Station. Che cos’è? Naturalmente un menù per la selezione dei brani mascherato da…beh, Radio Station!


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Recensione: Runaway: a Twist of Fate

2 apr

Un’avventura da pazzi!

Le avventure grafiche sono morte. O forse no. Quello che è certo è che quando mi ritrovo davanti a videogiochi come Runaway 3, il pensiero che mi sovviene immediato è che è difficile fare previsioni attendibili a lungo termine sul nostro media preferito. Lanciarsi in voli pindarici decidendo su basi ipotetiche quello che può essere il futuro di un genere è qualcosa che in una scala di rischio virtuale può essere paragonabile a un bluff a poker con una coppia servita: difficilmente se ne esce senza le ossa rotte.

I Pendulo Studios, degni eredi di una tradizione “millenaria” portata avanti nei secoli da maestri sacri come Lucas Arts, Sierra e Revolution Software (quest’ultimi probabilmente le loro maggiori muse), tirano così fuori dal cilindro un terzo capitolo della loro saga cult in grado di mandare potenzialmente in visibilio sia i fan che i giocatori della prima ora, e il tutto con una naturalezza e una semplicità davvero disarmanti: se fino ad ora siete stati lontani da questa serie, credo che sia seriamente arrivato il momento di valutare di entrare in partita.

Anche gli avventurieri alle prime armi o chi è completamente a digiuno delle vicende che hanno portato Brian Basco e Gina Timmins a ritrovarsi immischiati in un caso di omicidio, dove il nostro è accusato di essere il presunto killer, troveranno poi pane per i propri denti grazie a un titolo pensato per accompagnare dolcemente i giocatori all’interno della sua storia. Un ottimo seguito e un’ancora più ottimo inizio, da qualsiasi parte lo si guardi un piccolo capolavoro, tra un’introduzione “filmata” e alcuni flashback inseriti ad arte.


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Massimo Scattarella del GF10 si Rompe il Braccio a Mattino 5-Video

1 apr

Massimo Scattarella l’ex concorrente del GF10, è stato questa mattina trasportato d’urgenza in ospedale ,colpa di una sfida a braccio di ferro in diretta a Mattino Cinque finita nel peggior dei modi, Frattura multipla dell’avanbraccio

La sfida a braccio di ferro è stata fatale per il braccio di Massimo Scattarella negli studi di Mattino Cinque.

E cominciato tutto da una sfida improvvisata in un ristorante milanese qualche giorno fà, con il presidente della Lazio Claudio Lotito che faceva da arbitro, Mattino Cinque ha quindi pensato bene di organizzare una rivincita tra i 2 contendenti, ovvero Massimo e il modello Fabrizio Addes, 2 volte vincitore

Anteprima: Spider-Man Shattered Dimensions

1 apr

L’Uomo Ragno si fa in quattro. Letteralmente!

Il tessuto della realtà si sta sfaldando: questa e altre dimensioni stanno per collassare. Il mondo intero sembra destinato alla rovina. Quale supereroe potrebbe avere la forza di fermare una simile catastrofe? Secondo Marvel e Activision, l’uomo giusto è uno solo: Spider-Man.

Peter Parker ritorna così sulla scena videoludica con Shattered Dimensions, inedito titolo attualmente in cantiere presso gli studi Beenox; una nuova avventura che promette di ridare slancio ai videogiochi basati sull’intramontabile Uomo Ragno.

Fino ad oggi, i giochi basati su Spider-Man hanno per lo più proposto ambientazioni enormi e non troppo eterogenee, con il classico free-roaming tra un grattacielo e l’altro e schiere di nemici tutti uguali da mandare al tappeto in attesa del boss. Il team a lavoro sul progetto ha pertanto deciso di tagliare i punti col passato e di mettere da parte la collaudata struttura dei precedenti episodi per tentare vie inedite e alternative.


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Recensione: SOCOM Fireteam Bravo 3

1 apr

Fantapolitica e strategia su PSP.

Pensavo di essere stufo dei soliti videogiochi a base di fantapolitica e marines cazzuti in grado di salvare il mondo semplicemente compiendo stragi su stragi. Grazie a SOCOM: Fireteam Bravo 3, ho infine capito che ero sì stanco dei soliti giochi a base di fantapolitica e marines cazzuti, ma di quelli brutti. Slant Six Game ha infatti confezionato un titolo pensato appositamente per usufruire di tutto ciò che l’hanheld Sony ha da offrire. E non si tratta certo di poca roba.

Questo terzo capitolo della serie approda su PSP con una nuova minaccia sovietica che incombe sull’Occidente. Alexander Gozorov, ex agente del KGB, è deciso a utilizzare armi di distruzione di massa allo scopo di mettere il mondo in ginocchio e conquistare il potere. Il nostro compito, come sempre, sarà quello di stanarlo e di porre fine ai suoi loschi propositi.

Classico polpettone che vede i buoni (gli Americani, ovviamente) combattere i cattivi (sovietici/comunisti/mangiabambini) in un tripudio di azione e scontri a fuoco? Chiaramente sì, eppure le banali tematiche del plot vengono egregiamente mitigate da cut-scene e dialoghi che, se non memorabili, quantomeno risultano convincenti e attinenti al contesto.


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Recensione: Sol Survivor

1 apr

Un gioco all’ultima torretta!

Fra i ricordi più vividi del mio aureo (e rimpianto) passato alle elementari, un posto di rilievo sarà sempre dedicato ad una particolare lezione di storia, dove per la prima volta sentii parlare della battaglia delle Termopili e dell’eroico sacrificio di Leonida. Il senso di coraggio e di orgoglio che tale evento mi suscitò rappresentava infatti quel tipico stimolo grazie al quale i bambini acquistano un senso di onnipotenza e di fiducia nel futuro che purtroppo, sempre più spesso, questa società cerca malauguratamente di abbattere.

Tralasciando invettive ai tempi che corrono, mi risulta però naturale ribaltare tale epicità nel mondo dei videogiochi, universo parallelo dove risulta forse più facile continuare a sognare e a credere che il mondo possa cambiare. A riprova di quanto detto, penso infatti che non ammetterete che non di rado ci capita di vivere esperienze analoghe all’epopea greca, quando ad esempio ci sentiamo l’ultimo baluardo per uno dei milioni di mondi da difendere, finalmente speciali nell’anonimato della massa.

Vero è che però c’è un genere che più di ogni altro è in grado di tirarci fuori il petto al grido della pugna, mentre siamo occupati a sudare nella speranza che l’ultima difesa, issata dando fondo a tutte le risorse rimaste, resista a quell’assalto finale, canto del cigno di un nemico ormai morente. Sì, sto proprio parlando degli strategici a “torrette”, in cui lo scopo del gioco è difendere un luogo particolare predisponendo mura, torri e chi più ne ha più ne metta.


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