Recensione: Toki Tori

28 mar

Pulcino, teletrasporto!

Il numero e la diffusione dei giochi indie parlano oramai abbastanza chiaramente di un fenomeno che ha raggiunto nel corso degli ultimi anni dimensioni interessanti: praticamente ogni mese è possibile scorgere, spulciando fra i vari store di digital delivery o girovagando per la rete, qualcosa per cui valga la pena spendere i pochi euro richiesti. Per la gioia di grandi e piccini, il premio per una scelta tanto “audace” si concretizza in una valanga di ore di piacere videoludico, spendibili in un viaggio attraverso la terra dell’innovazione dove osare non è un’utopia e dove divertimento è sinonimo di arguzia.

Consapevoli quindi del ruolo di guida spirituale che noi redattori rivestiamo a favore di voi gentili lettori, abbiamo pertanto deciso di recensire Toki Tori, ultima fatica di Two Tribes giunta su PC attraverso il canale di digital delivery di Steam: dopo aver deliziato i cuori e le menti dei possessori di Wii e iPhone, ci è così data l’occasione di mettere alla prova il nostro bagaglio celebrale con una sfida degna dei tempi antichi e che sarebbe un delitto ignorare.

Toki Tori si è infatti rivelato una piacevole sorpresa, un riuscito mix fra un platform vecchia generazione e un puzzle game di quelli tosti: per essere ancora più precisi, per coloro la cui carriera videoludica si perde nella notte dei tempi, vagare per i suoi mondi è paragonabile sul fronte strategico alle ore passate a giocare a Lemmings, con la differenza che questa volta dovrete guidare direttamente uno degli aspiranti suicida, qui nelle vesti di un tenero pulcino.

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