Recensione: Adam’s Venture
27 mar
Toccata e fuga.
Ogni videogioco ha una propria anima: chi punta maggiormente alla grafica, chi al gameplay, chi alla trama. È difficile dare una ricetta univoca che possa essere una promessa di successo, così come è ancora più difficoltoso capire se questo o quel gioco possa rientrare nelle nostre corde prima di averlo assaporato a fondo.
Con Adam’s Venture: alla ricerca del Giardino Perduto, fortunatamente il problema non si pone poiché dopo averlo giocato per due ore, non solo ne saprete abbastanza per poter dare un vostro giudizio con cognizione di causa ma addirittura, a meno che la vostra carta d’identità non riporti un anno di nascita successivo al 2005, sarete arrivati al termine di questo titolo targato Vertigo Digital Entertainment.
Ora, dopo questa rivelazione shock e risistemati comodamente sulla vostra bella sedia, cerchiamo perlomeno di capire se Adam’s Venture sia paragonabile a un fuoco di paglia o se invece sappia essere virtuoso nella sua brevità. Una cosa però diciamola pure: se, come sembra sia nei piani della software house olandese, questo sarà il primo episodio di una serie di avventure aventi come protagonista il giovane emulo di Indiana Jones, non è che il futuro sia proprio tutte rose e fiori…
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