Recensione: Rune Factory: Frontier

24 mar

Aspiranti contadini unitevi!

Al contrario delle altre “superpotenze” videoludiche, Nintendo si è sempre distinta per la sua evidente propensione verso i giochi di ruolo, tanto su DS che su Wii, diventando rapidamente un vero e proprio punto di riferimento per qualsiasi amante di questa popolarissima categoria. Rune Factory Frontier è infatti solo l’ultimo di una lunga serie di RPG ad aggiungersi alla line-up della compagnia, e a giudicare dalla nostra analisi potremmo addirittura considerarlo uno dei migliori. Perché? Continuate a leggere e lo scoprirete!

Come molti di voi già sapranno, i titoli appartenenti al franchise di Rune Factory non sono affatto etichettabili come classici giochi di ruolo ma, al contrario, fondendo insieme elementi tipici degli adventure e delle simulazioni, propongono esperienze molto particolari, capaci di catturare l’interesse di qualsiasi videogiocatore per molto, moltissimo tempo. Alla luce di tutto ciò, Frontier poteva forse dimostrarsi diverso dai suoi predecessori? Certo che no!

L’avventura ruota intorno alle vicende di Raguna, un giovane guerriero stabilitosi nella città di Trampoli dopo aver cercato e poi ritrovato una misteriosa ragazza di nome Mist; qui, vestendo ovviamente i suoi panni, non potrete lanciarvi subito in azione ma, almeno all’inizio, dovrete impegnarvi per risollevare le sorti della comunità. Come? Semplice, lavorando la terra!

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