Anteprima: Bodycount
18 mar
“Voi non siete il martello. Siete il chiodo”.
Stuart Black, la mente creativa dietro il nuovo FPS targato Codemasters, è davvero un fiume in piena. Bodycount, sostiene, sarà totalmente differente da qualsiasi altro shooter in soggettiva visto sino ad ora. Ebbene, quanti miliardi di volte abbiamo sentito dichiarazioni del genere? Troppe, senza dubbio. Eppure Black è uno senza peli sulla lingua, e ce ne accorgiamo quando non esita a definire la gran parte degli FPS su console fottutamente noiosi, per usare le sue esatte parole.
Ciò non significa che siano tutti merda!, dichiara però sorridendo. Il problema è che è davvero stufo della continua riproposizione di un design che risale nientemeno che agli anni 90, per non parlare della ridicola intelligenza artificiale, in cui i nemici continuano a mostrare il capo da dietro le coperture seguendo schemi comportamentali talmente idioti da risultare offensivi. Ammette inoltre un sincero odio per il fatto di essere a costretto a giocare secondo i dettami prescritti dagli sviluppatori. Questo mi fa davvero incazzare!, sbraita.
Io di sicuro non sto facendo un gioco del genere. Sono stanco di quella roba. Ci ho lavorato fino alla morte. Adesso voglio giocare qualcosa di diverso, insiste. Non voglio copiare le cose degli altri, e se ciò che vuoi fare non esiste, ti tocca inventarlo. Se avessi dovuto prendere da altri questo stile di gioco, non lo avrei fatto.
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