Una torta cerebrale.
Salti precisi, uno strambo level design e un meccanismo con cui controllare il tempo come variante piuttosto affascinante. Tutti elementi che fanno di The Misadventures of P. B. Winterbottom uno dei giochi più intelligenti e originali degli ultimi tempi.
Sarà per la sua colonna sonora, a metà tra il suono di una sinistra fisarmonica e la dolce melodia di un piano che di solito accompagna le scene di uomini con indosso alti cappelli mentre discutono con le proprie donne lungo i binari di una ferrovia. O forse per quella visuale sgranata e da cinema di altri tempi, che per un istante richiama alla mente Edward Gorey ma subito dopo anche la cupezza di un Dark City.
In Winterbottom cè molto di più da scoprire rispetto alla media di un titolo XBLA. I livelli di gioco si muovono tra mistici scenari vittoriani con travi, serbatoi e orologi con tanto di meccanismi in superficie. Le stelle scintillano in cielo, mentre le animazioni del protagonista mettono in risalto tutta la sua splendida andatura e i superbi movimenti del suo ombrello.




















