Recensione: Endless Ocean 2: Adventures of the Deep
3 feb
Nel blu, dipinto di blu
È un periodo particolare della mia vita: il matrimonio si avvicina, tante cose si stanno accavallando nel giro di pochi mesi e lo stress del devo fare questo e quello sta diventando una costante tanto al risveglio quanto al momento in cui posso coricarmi la notte nel mio comodo lettino e chiudere le palpebre. Niente di meglio quindi che sognare a occhi aperti lagognato viaggio di nozze, con le sue palme, le sue spiagge e tutti i vari ammennicoli che decenni di pubblicità progresso hanno materializzato come la meta ideale per ogni vacanza e cura perfetta per qualsiasi tipo di ansia.
Nellattesa del fatidico evento, Nintendo ha però ben pensato di venire incontro alle mie esigenze, portando sui monitor dei pacifici possessori della Wii il secondo episodio di uno dei migliori non videogiochi esistenti sul mercato, così che mi sia possibile rilassarmi semplicemente seduto sul mio divano, dandomi spensieratamente allo snorkeling fra le mura domestiche.
Chi ha già avuto modo di imbattersi nel titolo originale sa già cosa aspettarsi: numerose avventure a cavallo delle onde, alla scoperta dei segreti celati nel regno del dio Nettuno, imbracciando una temibile macchina fotografica e un portentoso scaccia pesci. Se quindi siete la tipologia di giocatore medio che vive unicamente per veder versare sangue i propri nemici, probabilmente siete un po’ fuori strada come tipologia di gioco. Se invece cercate un modo di giocare alternativo o semplicemente ritenete che aumentare il proprio karma sia una pratica da perseguire a ogni costo, avete trovato il vostro vitello d’oro.
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