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Recensione: Xbox Indie Games Roundup 2
Le ultime novità della scena indipendente su Xbox 360.
I kit di sviluppo XNA messi a disposizione da Microsoft continuano a generare interesse e, soprattutto, giochi a scadenza più o meno regolare. Parliamo di titoli in formato digitale venduti a un prezzo irrisorio che, tra concept basilari e rimaneggiamenti di vecchi classici, riescono ancora a offrire esperienze valide e meritevoli di essere seguite sulle nostre pagine.
Leffetto nostalgia è certamente presente, ed è in gran parte su tale sentimento che si basa lappeal di questi prodotti, eppure risulta in qualche modo straniante vedere quei pixel formato famiglia sui nostri televisori full-HD.
Questa settimana vi proponiamo ben cinque titoli, tutti molto diversi tra loro e disponili a un prezzo che varia dagli 80 ai 240 Punti Microsoft. Si comincia!
Guarda Wolfman in Streaming Gratis Megavideo
Lawrence Talbot aveva abbandonato la sua città d’origine dopo la morte della madre che ha sempre imputato, in qualche modo, al padre. Dopo diversi anni torna per investigare sulla recente scomparsa del fratello e scopre l’inquietante presenza di una creatura che uccide, anche in luoghi affollati, durante le notti di luna piena.
Con la sua trama concentrata e lo svolgimento scontato, Wolfman non è mai riuscito a catturare pienamente la mia attenzione. Non fosse per l’ottimo cast ed un ridotto quanto oculato uso delle scene splatter, sarebbe un film il cui giudizio spazierebbe tra lo scarso ed il mediocre. Tant’è che tutte le recensioni allungano il brodo con i precedenti licantropi cinematografici a causa della pochezza di questo film… Pena che non vi sarà inflitta su Opinioni Cinema.
Recensione: Broken Sword: Il Segreto dei Templari The Director’s Cut
Dan Brown chi?
Era facilmente prevedibile e infatti quel che ci si attendeva si è puntualmente verificato. Lo storico precedente di Grand Theft Auto: Chinatown Wars si è insomma ripetuto ad appena qualche settimana di distanza, e ancora una volta l’App Store si è ritrovato a dare uno scossone al sistema con una proposta genuinamente disruttiva: offrire una conversione (per giunta impeccabile) di un videogame “canonico” a un prezzo semplicemente impensabile altrove.
Nello specifico il piatto è ricchissimo: 2.99 Euro (meno di un decimo del costo della versione DS!!!) per Broken Sword: Il Segreto dei Templari, indimenticato classico del 1996 capace non soltanto di dare il via a una fortunatissima saga ma addirittura di segnare in maniera indelebile un intero genere.
A dispetto della considerevole età la creatura di Revolution Software si dimostra, oggi come ieri, in forma a dir poco smagliante: gli anni non sembrano proprio essere trascorsi per questa elegante avventura oldschool, e grazie ai personaggi memorabili, agli enigmi stimolanti e alla storia entusiasmante (con cospirazioni medievaleggianti da far schiattare di invidia i vari Dan Brown e Assassin’s Creed!), il fascino del titolo può dirsi assolutamente immutato.
Anteprima e Trailer Super Mario Galaxy 2
Stà finalmente arrivando Super Mario Galaxy 2:
Tra le novità troviamo la possibilità di cavalcare il dinosauro Yoshi,nuove stelle e nuovi mondi di gioco.
Quando si è su Yoshi,sarà possibile usare la lingua per catturare la frutta o altri bonus,come succedeva in Super Mario Sunshine.
Recensione: Supreme Commander 2
Il futuro guarda nel passato…
Ci sono nomi nel panorama videoludico che da soli sono in grado di evocare i sogni e i desideri di schiere di appassionati, personaggi che grazie alle loro intuizioni geniali sono praticamente diventati sinonimo di un genere: Geoff Crammond per i giochi di guida, Ron Gilbert per le avventure grafiche e Sid Meier per i simulatori di vita, sono alcuni fulgidi esempi di artisti entrati nell’immaginario collettivo grazie al loro immenso talento.
All’interno di questa ipotetica Hall of Fame non può ovviamente mancare Chris Taylor, una delle maggiori menti per quanto riguarda la strategia in tempo reale in ambito PC: a partire dal suo mai abbastanza apprezzato Total Annihilation e proseguendo con gli originali ibridi della serie Dungeon Siege, il talentuoso canadese ha dato vita infatti ad alcune delle maggiori opere nel settore, titoli che quando videro la luce sul mercato divennero in maniera quasi istantanea dei punti di riferimento.
Quando allora oltre tre anni fa venne annunciato al mondo che presto la sua opera prima avrebbe avuto un seguito spirituale, la trepidazione e l’attesa dei fan raggiunsero ben presto vette da capogiro.
Recensione: White Knight Chronicles: International Edition
C’era una volta un “candido” cavaliere…
Negli anni recenti, le distinzioni che una volta separavano i generi videoludici sono andate inesorabilmente sfumando. Mass Effect 2 è un GdR o uno shooter in terza persona? Ed Heavy Rain? Avventura punta e clicca o un thriller basato sui QTE? Serie di successo come BioShock e Uncharted hanno ampliato i propri orizzonti prendendo in prestito idee e metodologie che esulano dal genere di riferimento, mentre prodotti come WarioWare o RetroGame Challenge si riducono a princìpi basilari ed essenziali. I generi si contaminano e si arricchiscono lun laltro, rendendo obsoleti i termini con cui si classificavano un tempo i videogiochi.
Nel caso di White Knight Chronicles, la fusione tra un tradizionale JPRG single-player e una leggera componente multiplayer tipica dei MMO è qualcosa di imbarazzante. I primi venti minuti di gioco li spenderete nella creazione di un avatar che avrà comunque un ruolo secondario allinterno della storia principale, per poi essere utilizzato per le side-quest in modalità multigiocatore.
Chiaramente, dinnanzi a un gioco di ruolo è lecito aspettarsi il controllo di più personaggi, ma il distacco tra l’avatar che avrete creato allinizio e leroe principale dellavventura è davvero troppo stridente per per non destare un minimo di fastidio. Lapproccio migliore è pertanto quello di considerare lintero gioco come suddiviso in due parti differenti, nonostante il fatto che armi, competenze e abilità del vostro personaggio possano essere condivise tra le due modalità e che gli obiettivi acquisiti in una di esse possano avere eguale rilevanza nellaltra.
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Recensione: Need for Speed Shift: Pacchetto Ferrari Racing
Electronic Arts torna a Maranello.
Ah, i DLC, gioie e dolori dei videogiocatori moderni!
Encomiabili strumenti per tenere il proprio prodotto aggiornato o disdicevoli mezzi usati dai publisher per mungerci sempre più soldi? Rivoluzione digitale che ci permette di liberarci del fardello degli scatolati a un prezzo per giunta ridotto o involuzione commerciale che incoraggia gli sviluppatori a rilasciare giochi incompleti da ultimare in un secondo momento, facendoci pagare a parte ciò sarebbe dovuto essere incluso allorigine?
In questi ultimi anni se ne sono sentite di tutti i colori, comè anche giusto che sia di fronte a situazioni tra loro disparate: un conto infatti è un DLC quale La Battaglia di Forlì di Ubisoft, che non abbiamo mancato di criticare su queste pagine, un altro invece un add-on per un gioco di corse che offre una manciata di macchine e qualche competizione in più, senza però andare a menomare limpianto del gioco.
Recensione: Sonic & SEGA All-Star Racing
Una copia ben fatta.
Parlare di questo titolo SEGA senza citare Mario Kart di Nintendo sarebbe impossibile. Ogni singolo elemento di questo gioco di corse arcade deriva da quanto è già stato visto, provato e apprezzato nelle frenetiche gare già vissute su Super Nintendo, Nintendo 64, GBA, DS e Wii (sì, ho volutamente omesso il GameCube). Questo è forse un male? Considerando che stiamo parlando di un genere in cui il carattere è più importante dell’innovazione, direi proprio di no.
Senza volersi impegnare più di tanto per proporre qualcosa di nuovo, SEGA ha osservato attentamente Mario Kart e ne ha realizzata una copia carbone, dove le uniche differenze sono rappresentate dai giochi di provenienza di macchine, circuiti e personaggi, e dalla presenza delle Missioni in perfetto stile OutRun 2.
Come da programma, quindi, ci troviamo di fronte a un gioco di corse arcade senza novità degne di nota, caratterizzato da un modello di guida semplice e intuitivo e dalla possibilità di fare affidamento su una vasta gamma di oggetti da sfruttare a proprio vantaggio.
Recensione: Plants Vs Zombies
PopCap colpisce ancora…
Cosa succederebbe se lindustria dei videogiochi si presentasse ai nostri occhi come una grandissima festa? Immaginate la scena. Allingresso ci sono Blizzard e Activision, che ci guardano dallalto verso il basso. Poi, una volta dentro, ecco Microsoft e Sony che cercano di attirare lattenzione degli altri ospiti. Stanno parlando di macchine, di quale sia la migliore sul mercato, mentre Nintendo osserva in silenzio, gettando unocchiata al di là del vetro di una finestra, per rassicurarsi che nessuno si avvicini troppo alla sua Bugatti Veyron.
In cucina, EA e THQ sembrano stizzite dal comportamento di Blizzard, mentre Ubisoft fuma unaltra sigaretta, e cerca di darsi un tono parlando di arte.
Poi, cè qualcuno che rimane quasi in disparte. Ma non perché non sia allaltezza del vestiario tirato a lucido. Cè troppo rumore, tutto qua, e PopCap Games preferisce osservare con relativa calma ciò che succede intorno



















