Recensione: Blood Bowl
21 gen
Dai nostri tavoli ai nostri schermi.
Chiunque abbia vissuto la propria adolescenza durante gli anni 90′ non potrà non conoscere Blood Bowl, il celebre gioco da tavolo creato da Jervis Johnson e Games Workshop nel 1987. Nel caso in cui siate troppo giovani per conoscerlo o, più semplicemente, non abbiate mai avuto modo di provarlo nella sua forma originale, le prossime righe vi saranno senz’altro utilissime.
Fondendo insieme il football americano con il mondo di Warhammer, Games Workshop realizzò un board game molto particolare, volto a ironizzare su entrambe le sue fonti d’ispirazione; ciò che ne derivò fu un gioco insolito ed estremamente violento che, per sua stessa natura, riuscì ad appassionare tanto gli amanti dello sport in questione quanto gli appassionati del noto brand fantasy.
La trasposizione videoludica del gioco, affidata a Cyanide Studio, è dunque rivolta principalmente a tutti gli ex-adolescenti (e non solo), con un occhio di riguardo anche verso i più giovani, i quali potrebbero comunque rimanere affascinati dalle sue peculiarità. A questo punto molti di voi si staranno senz’altro facendo la stessa domanda: il videogioco di Blood Bowl è in grado di ricreare la magica atmosfera del gioco da tavolo?
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