Recensione: Matt Hazard: Blood Bath and Beyond
14 gen
A volte le risate non bastano…
Che cosa strana il futuro. Siamo nel 2010 e ancora non esiste il teletrasporto, per non parlare di tutte le altre meraviglie che ci erano state promesse. Dove sono le hoverboard? Cosa è successo ai robot servitori? Perché noi non passiamo il nostro tempo libero bevendo cocktail ghiacciati, mangiando hamburger in pillole e giocando agli scacchi olografici? E soprattutto… perché gli sviluppatori realizzano ancora sparatutto 2D a scorrimento laterale?
Forse perché il loro ultimo tentativo con uno sparatutto in terza persona (Eat Lead: The Return of Matt Hazard) è stato un buco nell’acqua. Se volete sapere tutti i dettagli di questa tragedia approfittate della recensione dei nostri colleghi anglosassoni, ma se non conoscete lInglese un rapido riassunto è presto detto: noioso, debole, ripetitivo, 3/10.
La scena d’apertura di Matt Hazard: Blood Bath and Beyond parla apertamente del fallimento del precedente capitolo. Non si tratta di un filmato di alcun genere ma di una conversazione testuale fra due immagini fisse su di una schermata in bianco e nero. Perché usiamo il testo? L’ultima volta non avevamo le voci di attori famosi?, dice Matt Hazard. Tagli di budget, cattive recensioni… risponde il suo capo. Giusto per enfatizzare la cosa, un’altra parte di testo informa che questo gioco è ambientato sei mesi dopo l’uscita di Eat Lead (ora disponibile nel cestino della spazzatura accanto a voi…).
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