Recensione: Army of Two: The 40th Day
12 gen
Una bomba inesplosa?
Il primo Army of Two fu un chiaro tentativo di creare un rivale multi-piattaforma di Gears of War: gameplay basato sulle coperture, meccanica co-op come parte integrante del design e il machismo esasperato dei protagonisti. Un tentativo riuscito soltanto a metà, dato che il gioco fu ampiamente limitato da una serie di problemi, primo fra tutti unintelligenza artificiale decisamente deludente.
Per questo, negli studi di EA Montreal hanno deciso di imparare dagli errori compiuti nel recente passato per ripartire nel migliore dei modi con un sequel dal potenziale rinfrancante. Quello che si nota subito è un impatto visivo sicuramente più deffetto, che prende i blandi elementi dellHUD e li fa più chiari e intuitivi, oltre a una generale raffinatezza grafica che va a migliorare gli scenari di gioco rendendoli più dettagliati e credibili. Anche il GPS fornisce maggiori e migliori informazioni, come daltronde è migliore linterfaccia con cui si gestiscono le armi e le varie modifiche.
Tutti quelli che hanno giocato abbastanza al primo capitolo avranno certamente apprezzato la semplicità del sistema di controllo. Certo, è un po strano che abbiamo dovuto aspettare un seguito prima che lo sprint venisse inserito tra i controlli, ma la possibilità di effettuare praticamente tutto il resto dei movimenti con un solo pulsante del pad ha compensato fino ad ora questa mancanza. Prendere la mira è inoltre più facile e meno meccanico, rendendo ogni scontro a fuoco più veloce e adrenalinico rispetto alla lentezza che caratterizzava le vecchie sparatorie.
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Ciao, non vedo l’ora di avere il tuo GameGear, rivenderlo e farmi un sacco di soldi!!!
Ahahahahah!