Recensione: Dragonica
7 gen
Tre metri sotto il cielo
Il mondo dei giochi di ruolo massivi è un terreno insidioso, sia per chi vi entra come giocatore sia per chi decide di provare a lanciare sul mercato un nuovo titolo. Per noi poveri inermi videogiocatori il pericolo è quello di perdere ogni traccia della propria vita sociale, riducendo ogni rapporto solamente allaccoppiata mouse e tastiera: uomini, donne e animali perdono ogni interesse se non hanno un proprio compito allinterno di uno dei nostri mondi virtuali.
Anche agli sviluppatori però la vita di certo non arride: qualsiasi titolo infatti deve gioco forza confrontarsi con World of Warcraft, se non nelle tematiche, certamente nella forza dei numeri. E cercare di fare concorrenza a un titolo con oltre 11 milioni di giocatori paganti è qualcosa in grado di far tremare i polsi a tutti, a prescindere delle qualità che si possa vantare.
Dragonica, preso atto di quanto sopra, sulla scia di un’infinita sequela di giochi orientali ha scelto, per poter almeno giocare la partita, di non richiedere un pedaggio all’ingresso delle sue terre, delegando a delle micro transazioni presenti in diversi ambiti il proprio sostentamento. Partendo dall’offerta di ogni sorta di vestiario fino ad arrivare all’acquisto di skill particolari, a un cambio agevolato di 1$ per 1000 cash point (la valuta del gioco), potrete quindi sbizzarrirvi nellacquisto compulsivo. All’apparenza comunque niente di nuovo sotto il sole.
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