Recensione: Borderlands: Mad Moxxi’s Underdome Riot
5 gen
Un nuovo delirio firmato Gearbox.
Un paio di settimane fa ho vinto il jackpot. Borderlands mi aveva appena fatto trovare la nuova arma assurda di turno, e improvvisamente all’interno del Crazy Earl’s Scrapyard hanno iniziato ad apparire nuovi strumenti di distruzione con una pericolosa regolarità.
Non si trattava di cose da pochi soldi, oltretutto. Dopo mesi di armi praticamente inutili, Gearbox ha deciso improvvisamente di darmi l’arsenale che avevo sempre sognato. Ed ecco che mi sono ritrovato a maneggiare strumenti impressionanti dotati perfino di una pratica baionetta per aumentare i danni in mischia.
È stato gustoso, ovviamente, ma da una parte mi ha anche preoccupato. Chiunque abbia anche solo sospettato che sotto sotto Borderlands non faccia altro che seppellire il giocatore sotto valanghe di punti esperienza e di nuove armi per distrarlo dal grind selvaggio, non può non vedere una sorta di conferma dietro a tanta improvvisa generosità. Dietro tutto questo, possibile che Borderlands sia davvero un gioco che ti corrompe per spingerti a continuare a giocare?
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