Recensione: FlOwer
18 dic
Panta Rei.
Premessa: se pensate che i videogame debbano rimanere solo e soltanto meri passatempo in cui investire ore e ore del vostro tempo in modalità “encefalo in standby” (magari sparando come se non ci fosse un domani nei panni di un nerboruto zarrone sotto steroidi e con qualche bella cicatrice al posto giusto), forse l’oggetto di questa recensione potrebbe non fare per voi. Anzi, sicuramente non farà per voi.
Se invece amate le sperimentazioni un po’ fini a se stesse, i videogame meno canonici e l’arte in generale (se insomma anche nella vostra ludoteca fa bella mostra di sé una copia di Electroplankton, possibilmente in versione jappo con cover traslucida e cartonata), continuate pure a leggere.
Vi avverto sin da subito però: presto vi ritroverete con un nuovo feticcio da idolatrare dinnanzi agli sguardi perplessi dei vostri amici pessari, (che penseranno che stavolta vi siete veramente rincoglioniti) e con 4.99 Euro in meno.
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