Recensione: Alien Breed Evolution: Episode One
18 dic
In guerra con gli alieni, oggi come allora.
Se ripenso ai gloriosi tempi della Commodore, e dell’Amiga in particolare, non posso fare a meno di avvertire la nostalgia di lunghi e spensierati pomeriggi alle prese con centinaia di floppy disk: pura magia per chi come me era passato attraverso cartucce e cassette. E ora eccomi qui, con quasi vent’anni in più sulle spalle, nuovamente alle prese con Alien Breed nel primo capitolo di una trilogia per le console di ultima generazione.
Visuale a volo d’uccello, armi ben salde tra le mani e una miriade di alieni da eliminare uno dopo l’altro in tortuosi corridoi e pericoli di ogni sorta. Uno shooter in terza persona, in pieno stile anni ’90. Team 17 porta oggi su Xbox Live (e a seguire su PS Network e PC) l’evoluzione del brand, ovviamente rivestito in alta definizione e con una trama lievemente più articolata (ma giusto una briciola, eh) rispetto al predecessore.
La nostra nave spaziale ha subito la collisione con un misterioso vascello alieno: l’intera struttura sta cadendo a pezzi e diversi terminali hanno preso fuoco. Ben poca roba comunque rispetto al vero pericolo che ci attende, ovvero lo sbarco di alieni dalla forma insettoide intenti a divorarci e prendere così possesso di tutte le nostre risorse. I cliché relativi alla fantascienza più classica sono presenti ad ogni angolo, ma in questo caso tutto si riconduce all’effetto nostalgia chiaramente presente tra gli obiettivi dello sviluppatore.
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