Recensione: Minigore
17 dic
Un adorabile massacro.
Ci sono videogame capaci di affascinare e sedurre in maniera naturale e istantanea, titoli dalla spiccata e distintiva personalità in grado di far scattare il proverbiale colpo di fulmine con giusto un paio di screen.
Minigore è senza dubbio uno di quelli: non un semplice survival shooter in stile Geometry Wars (o meglio ancora iDracula, tanto per rimanere in ambito iPhone), quanto piuttosto un gioiellino in miniatura tutto sangue e pacioccosità che fa dello stile la sua arma principale.
Non a caso la creatura di Chillingo è già diventata un cult fra gli aficionado dell’App Store: la direzione artistica è irresistibile, tra batuffolosi mostriciattoli che vorrebbero tanto apparire minacciosi e crudeli ma che in realtà fanno soltanto tenerezza e un protagonista che si atteggia a burbero supereroe (pur avendo una presenza scenica degna dell’omino Michelin), così come impeccabile è l’equilibrio di contrasti.
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