Zombie, pallottole e nostalgia.
Sì lo so, ormai è quasi una specie di sketch teatrale al limite del paradosso: si parla di Wii, si parla di uno shooter su rotaie, ed assolutamente a prescindere dalla qualità dello stesso iniziano i cori di “eh, ma a me il genere non piace, io avrei preferito un survival horror!” e gli immancabili “vabbé ma non potevano farlo come Resident Evil 5-4-3-2-1-0??”.
Sarà che sono un fan del genere da tempo immemore (ah, ancora ricordo le 16.000 Lire spese con un amico per finire Jurassic Park: The Lost Word in sala giochi una buona dozzina di anni fa), sarà che non disdegno ogni tanto un videogame genuinamente arcade e senza fronzoli, ma davvero a prescindere dai gusti non mi sembra difficile capire che gli sforzi produttivi per creare uno sparatutto su binari e un action-adventure siano radicalmente diversi in termini di tempo e risorse economiche.
E contando la schizofrenica imprevedibilità del mercato Wii (settore in cui robaccia come Carnival Games stravende milionate di copie e perle come Zack & Wiki, ExciteBots o Little King’s Story passano inosservati…), non riesco a prendermela con chi decide di rischiare ma non troppo investendo su progetti forse non sontuosi ma comunque assolutamente curati quali Dead Space: Extraction o The House of the Dead: Overkill.




















