Recensione: Assassin’s Creed II
Un assassino impara sempre dai propri errori…
Il primo Assassin’s Creed per molti fu un capolavoro, per altri, tra i quali il sottoscritto, una delusione, un’occasione sprecata. I ragazzi di Ubisoft avevano realizzato un titolo tecnologicamente eccezionale, capace di lasciare chiunque a bocca aperta sul fronte grafico ma si erano dimenticati di condire tutto questo con un gameplay allaltezza.
Fiutando le enormi possibilità della serie in questione, comunque, i giocatori e i giornalisti hanno fatto arrivare ai programmatori tutte le proprie critiche e osservazioni, nella speranza che un potenziale tanto grande non venisse gettato alle ortiche a causa di un avvio di carriera non proprio esaltante (non certo in termini di vendite, grazie alla massiccia campagna pubblicitaria che precedette l’uscita del gioco).
Assassin’s Creed 2 ha ricevuto, in termini di marketing nudo e crudo, lo stesso trattamento del suo predecessore, e arriva sugli scaffali dei negozi circondato da un alone di hype tra i più massicci di sempre. Questa volta, però, le aspettative sono giustificate? Mi tolgo subito il dente e ve lo dico: si.






















