Recensione: DJ Hero

4 nov

È qui la festa?

Quello dei giochi musicali è un genere che ha avuto un successo incredibile nelle passate stagioni, che hanno visto superati traguardi una volta impensabili. Marchi come Rock Band o Guitar Hero hanno infatti tagliato rispettivamente uno e due miliardi di dollari di fatturato, giustificando di fatto gli sforzi economici dei due publisher che li producono, ovvero Activision Blizzard ed Electronic Arts

Il futuro però è a tinte fosche, almeno a sentire gli analisti di mercato, ed è in quest’ottica che ‘Actiblizz’, come la chiamano alcuni oltreoceano, estrae dal cilindro un prodotto che sulla carta pare capace di estendere la longevità di questa tipologia di prodotti. È il caso di DJ Hero, che per la prima volta ci permette di simulare quegli artisti che, come si dice in gergo, ‘mettono i piatti’.

Il prodotto di FreeStyle Games mostra sin da subito di avere una marcia in più, riuscendo nel volgere del tutorial là dove nessuno aveva mai osato: farci sentire dei veri e propri DJ! Il modo in cui il gioco ci riesce è semplice a dirsi, un po’ meno a farsi, mettendoci a disposizione un deck fittizio il cui compito è simulare l’attrezzatura dei veri professionisti. Parlo di simulazione perché la differenza con la realtà è evidente: i DJ si destreggiano infatti tra due piatti mentre Activision Blizzard ce ne offre uno solo. Però, in tutta onestà, è davvero fatto bene!

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