Recensione: Kingdom Hearts 358/2 Days
19 ott
Un seguito autoreferenziale…
La saga di Kingdom Hearts è davvero particolare, al punto tale che o la si ama o la si odia visceralmente. Un merito, però, va riconosciuto a questa serie nata dagli sforzi combinati di Square Enix e Disney: è riuscita a far convivere due universi completamente diversi tra loro con risultati eccezionali, sia dal punto di vista creativo che da quello concettuale.
Questa volta la piattaforma dove andare a caccia degli heartless è il Nintendo DS, scelto più per la sua base installata che per il caratteristico pennino.
Il sistema di controllo di Kingdom Hearts 358/2 Days, infatti, non punta affatto sul touch screen e sulla possibilità di interagire direttamente con lo schermo, ma resta ancorato alla classica croce direzionale e ai tasti frontali e dorsali. Si tratta di una scelta di comodo, che ha permesso ai programmatori di realizzare questo nuovo capitolo senza inserire modifiche troppo profonde.
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