Recensione: Tekken 6
30 ott
Il sogno dei fan, l’incubo di chiunque altro.
Finalmente anche la saga di Tekken è riuscita a fare il proprio ingresso nel mondo delle console HD. Ci sono voluti anni per far sì che questo accadesse, quindi i programmatori hanno avuto davvero tutto il tempo per poter tirar fuori dal cilindro nuove idee con cui rinnovare la serie. Eppure, Tekken 6 è praticamente Tekken 5 in HD, salvo alcune modifiche nel sistema di combattimento e una marea di discutibili elementi di contorno.
Sembra quasi che in casa Namco Bandai non abbiano avuto il coraggio di prendere una direzione ben precisa, quindi hanno cercato di realizzare un capitolo della serie che potesse piacere ai fan di vecchia data ma al tempo stesso catturare nuovi utenti per espandere il bacino d’utenza.
Per carità, l’impegno per aggiungere un certo numero di novità c’è stato e si vede, a partire dalle new entry della vastissima rosa di personaggi, effettivamente caratterizzate da stili di lotta diversi dal solito e da scelte stilistiche particolari, ma l’impressione generale è che nemmeno Harada sapesse esattamente cosa voleva da Tekken 6.


























