Browsing all articles from settembre, 2010.
Anteprima: Ninety-Nine Nights 2
Un titanico sequel.
E nuovamente unesclusiva Xbox 360. E stato ancora una volta annunciato al Tokyo Game Show. E, nelle intenzioni di Microsoft, potrebbe essere unottima arma per avvicinare il restio popolo di videogiocatori giapponesi al mondo Xbox. Sembra una perfetta replica di ciò che avvenne un paio di anni fa, a ridosso del lancio 360 con il primo capitolo di Ninety-Nine Nights. Stavolta, però, si è deciso di rimescolare le carte, con un cambio di team (da Phantagram a Feelplus) che potrebbe regalarci qualche soddisfazione in più da questo affetta nemici in sequenza di ispirazione fantasy.
Certamente non cambierà limpatto alla Dinasty Warriors, ma latmosfera sarà decisamente più dark e cattiva, pur riprendendo le vicende narrate nel prequel. E la demo presente al TGS a rivelarci lintenzione dei ragazzi di Feelplus di innalzare il livello di tensione, con un cast di nemici davvero poco raccomandabile: goblin, creature alate, demoni assetati di sangue e cattivoni di fine livello dalle dimensioni ragguardevoli.
Sono proprio i cosiddetti Titanic Boss una delle più intriganti novità di Ninety-Nine Nights 2. Giganti, colossi, insomma, esseri enormi da scalare, combattere e dominare. Una sorta di livello in movimento che dovrebbe garantire una certa varietà di gioco, per unalternativa di spessore alle classiche sessioni di combattimento.
Anteprima: Torchlight
Diablo anyone?
Cè quasi sempre una storia da raccontare dietro ad un titolo che in molti stanno aspettando. In questo caso il Cera una volta torna ai tempi del grandissimo Diablo, termine unanime di paragone, se si vuol parlare di action con elemeni GdR. E il racconto parla di team di sviluppo che cadono per poi rialzarsi, di menti geniali che si incontrano per poi lasciarsi e di progetti in fieri che rimangono maledettamente senza un futuro.
Ma poi cè sempre chi non si dà per sconfitto, raccoglie il necessario e si rimette in gioco. E il caso di Runic Games e del bagaglio di esperienza che si portano in dote Max Schaefer, Trevis Baldree e Matt Uelmen.
Ora quelle idee, rimaste in parte incompiute, stanno per prendere forma in Torchlight, un nuovo GdR action che potrà essere scaricato al costo di 19.99 Dollari dal prossimo 27 ottobre. La struttura di gioco sarà fortemente ispirata a quella di Diablo (e non poteva essere altrimenti) e sullo sfondo un villaggio, appunto Torchlight, ricco, ricchissimo di Ember, sostanza tanto magica quanto malefica. Verità o semplici leggende? Come da copione, il compito, coperto dalla solita enfasi fantasy, ricadrà sulle spalle del nostro personaggio, tra quest, formule dal linguaggio sconosciuto e pesanti lame da brandire.
Anteprima: Crackdown 2
Come sopravvivere a Pacific City
Nato quasi come operazione commerciale, il primo Crackdown (che regalava la chiave per accedere alla beta di Halo 3) riuscì comunque a sorprendere critica e pubblico, nonostante la sua apparente veste da appiglio deluxe per quel che sarebbe stata la nuova avventura di Master Chief. E invece dietro a quel semplice bollino che fece schizzare il gioco in vetta alle classifiche di vendita, si nascondeva un mondo divertente ed originale, nonostante la formula superinflazionata alla GTA
Daltronde il team di sviluppo è composto da parecchi membri che si occuparono delloriginario Grand Theft Auto, ma nel caso di Crackdown si è trattato soltanto di uno spunto, perché il titolo Ruffian Games è stato in grado di regalare stile e poteri da supereroe. E proprio grazie alle caratteristiche dei suoi personaggi che è riuscito a differenziarsi nettamente da tutto il resto.
Una cosa è certa: Pacific City, salvata e ripulita in lungo e in largo dalla delinquenza nel primo episodio, sarà ancora sullo sfondo, ma stavolta lAgenzia (di cui fa parte il protagonista come tutore della legge) si ritroverà contro quella stessa popolazione che aveva difeso anni orsono.
Anteprima: Okamiden
Il lupo perde il pelo ma non il pennello.
Correva l’anno 2006 quando i ragazzi di Clover Studio, talentuoso team interno di Capcom guidato dal celebre Atsushi Inaba, decisero che era giunto il momento di dare a PlayStation 2 il suo Zelda. La brillante fantasia di Hideki Kamiya (già padre di Devil May Cry) partorì un videogame potenzialmente perfetto: magicamente ispirato all’estetica degli Ukiyo-e giapponesi, originale e creativo al punto giusto, ma soprattutto teoricamente in grado di conquistare l’Oriente ed al tempo stesso di affascinare l’Occidente, colmando una importante mancanza nell’altresì imponente softeca del Monolite Sony.
Eppure nonostante le gigantografie sui un grattacieli di Shibuya, le metropolitane piene di pubblicità e cartelloni, le modelle in giro per Akibahara con cagnolini bardati come Amaterasu, la storia di Okami non è quella di un successo. Anzi piuttosto è la cronaca dell’ennesimo fallimento commerciale di un team perseguitato dalla sfiga: i flop di Viewtiful Joe e God Hand prima (ai tempi della partnership con Capcom, in seguito interrotta proprio a causa delle vendite non all’altezza), quello di MadWorld poi (sotto etichetta Platinum Games), nemmeno gravasse un’inesorabile maledizione sulle teste di Mikami & Co.
Non senza sorpresa è arrivato dunque nelle scorse settimane l’annuncio di Okamiden, inatteso sequel diretto all’ormai inarrestabile Nintendo DS: un titolo pensato per rilanciare un franchise ricco di potenzialità ancora da esprimere, indubbiamente rimasto nei cuori dei (pochissimi) fruitori.
Anteprima: Metal Gear Solid: Peace Walker
Kojima ha ancora voglia di stupire.
Nellottica di un rilancio massiccio di una macchina come la PSP, che stava perdendo un po il senso per cui venne concepita e messa sul mercato, oltre al restyling marchiato go, ecco arrivare una line-up di grande impatto degna della sua sorella maggiore. Fra i tanti titoli annunciati per il portatile di casa Sony, uno dei più interessanti è proprio Metal Gear Solid: Peace Walker, che segna la smentita da parte dello stesso Kojima (dopo le dichiarazioni rilasciate ai tempi di MGS 4) di voler abbandonare la serie
E il creatore del gioco stealth per eccellenza a sottolineare limportanza di questo nuovo capitolo della saga. Molto più di un semplice spin-off, anzi Potrebbe chiamarsi tranquillamente Metal Gear Solid 5, ha affermato più volte Kojima in questi ultimi mesi. Ispirato dalle atmosfere di Portable Ops (laltro MGS uscito qualche anno su PSP), Kojima ha voluto fortemente rimanere a capo del progetto, dato che ritiene i suoi discepoli non ancora pronti per muoversi autonomamente.
Peace Walker ci porta indietro nel tempo, focalizzando la sua attenzione su Big Boss. Più precisamente sarà il Costarica la location che farà da sfondo alle nostre azioni militari e il gioco si collocherà temporalmente tra la nascita della Foxhound (che è avvenuta in Portable Ops) e la rivolta di Outer Heaven (guidata dallo stesso Big Boss nel primo Metal Gear).
Anteprima: The Witcher 2: Assassins of Kings
La magia di un seguito, formulata quasi per errore
Nellera delle news selvagge che viaggiano minacciosamente su internet, ecco che una software house non fa nemmeno in tempo a preparare il suo comunicato stampa, che un video di gameplay della sua ultima creatura viene leakato direttamente dai suoi uffici e messo in rete. Si, lo sappiamo, è già capitato e continuerà a succedere
Vittima di questo pseudo annuncio in netto contropiede è il secondo capitolo di The Witcher, ribattezzato per loccasione Assassins of Kings e confezionato, a quanto pare, con un bel po di novità a corredo.
Lo sviluppatore polacco CD Projekt ha voluto dare una bella rinfrescata al motore di gioco e al gameplay, grazie soprattutto allintroduzione dellHavok che andrà a gestire nel migliore dei modi la fisica del mondo di Geralt di Rivia. Sarà ancora lui, infatti, il protagonista della storia, una trama di cui si conoscono piccolissimi dettagli e che si snoderà come da tradizione tra mostri e creature mistiche assetate di sangue.
Anteprima: Dead Nation
Anche PlayStation 3 ha il suo Left 4 Dead…
Nell’ultimo mese il servizio Xbox Live Arcade ha messo a segno diversi colpi pesanti, proponendo giochi originali, tecnicamente ottimi e dal gameplay coinvolgente. Fortunatamente per i possessori di una PlayStation 3 il PSN non rimane a guardare, ma contrattacca con idee e progetti allo stesso livello qualitativo.
Uno dei più interessanti titoli in via di sviluppo è Dead Nation, ultima fatica del team Housemarque già responsabile dello splendido Super Stardust HD. Ancora una volta ci troveremo fra le mani uno sparatutto basato sugli stick analogici del Dual Shock 3, ma questa volta abbandoneremo i pianeti infestati da asteroidi e alieni di ogni genere in favore di oscure strade cittadine gravide di zombie in cerca di carne fresca. Dead Nation sembra in tutto e per tutto una versione a volo di uccello di Left 4 Dead, e al pari del titolo Valve metterà il giocatore nei panni di un sopravvissuto a un misterioso virus, che armato fino ai denti dovrà farsi strada verso la salvezza.
Tutto questo si tradurrà in un gioco che già all’attuale stadio di sviluppo si rivela frenetico e divertente come pochi altri, complici anche un sistema di controllo ben studiato, una realizzazione tecnica eccellente e un paio di idee stuzzicanti inserite dai programmatori. Dopo l’esperienza maturata con Super Stardust HD i ragazzi di Housemarque hanno studiato una distribuzione dei comandi bilanciata e intuitiva, che permetterà al giocatore di farsi largo tra fiumi di sangue e carne morta con naturalezza e con una buona dose di soddisfazione. Ancora una volta l’analogico sinistro muoverà il personaggio, mentre al destro sarà riservato il controllo della mira.
Anteprima: Resonance of Fate
Il nuovo RPG targato SEGA, per soddisfare i gusti dei giocatori di tutto il mondo…
tri-Ace si è dedicata a numerosi RPG nel corso degli anni, ed oggi vogliamo creare qualcosa di nuovo. Un progetto che non si focalizzi specificatamente al mercato giapponese, ma che si presenti con un approccio diverso. A sentire le parole di Jun Yoshino, Producer di Resonance of Fate, ci si potrebbe legittimamente esaltare: è forse un addio all’insopportabile masnada di teenager asessuati con attitudine emo e pettinature improponibili? Un deciso stacco con gli stanchi cliché del passato?
In un certo senso, sì. Peccato soltanto che l’originalità non sia un concetto evidentemente coniugabile con il genere, visto che il passaggio è dalla proverbiale padella alla brace: sayonara mocciosi piagnoni destinati a salvare il mondo, benvenuti truzzoni tutti bullet-time ed arti marziali in stile Matrix.
L’intento di tri-Ace e SEGA è del resto manifesto: proporre un JRPG appetibile per il pubblico occidentale, adattando la formula ai gusti ed alle preferenze degli appassionati di Gears&Co. Abbiamo cercato di capire che cosa potesse desiderare il pubblico occidentale da un gioco di ruolo, e così, pur cercando di mantenere un certo feeling giapponese, abbiamo modificato alcuni degli elementi che in Occidente vengono ritenuti frustranti. L’obiettivo è di cambiare senza perdere l’impronta da JRPG, e siamo sicuri di aver trovato il giusto equilibrio tra i due stili, spiega Yoshino.
Anteprima: DeathSpank
Ron Gilbert torna in scena e Monkey Island incontra Diablo…
Una leggenda narra che quando sulla scena videoludica mancheranno le vere storie e la voglia di prendersi in giro in nome del puro e semplice divertimento sarà scomparsa fra fucili a pompa, locuste e granate al litio. Allora e solo allora fra le console e gli home computer rinascerà un eroe, l’unico vessillo in grado di riportare il videogioco nel suo tempio aureo. Quel tempo è oggi. E quell’eroe ha un nome: DeathSpank.
Assente per anni dal palcoscenico dello sviluppo dopo aver dato vita ad una delle pagine più gloriose del videogioco contemporaneo, Ron Gilbert aveva fatto perdere le proprie tracce fra insapori piccole produzioni e infelici progetti che non hanno mai visto la luce. Tutto questo fino al suo incontro con Hothead Games, circostanza che ha portato il nostro a riprendere il timone della produzione e della creatività, dapprima come semplice consulente e in seconda battuta per rivestire con ritrovata energia il ruolo che natura gli ha dato.
Dopo aver partecipato infatti alla creazione di Penny Arcade Adventures, Gilbert (diventato nel frattempo direttore creativo della compagnia canadese), ha messo in cantiere la sua prima vera creatura dopo oltre dieci anni: Deathspank. Se il titolo non vi suona abbastanza epico, sappiate che la semplice voce di corridoio di un suo possibile ritorno ha fatto schizzare verso l’alto il battito del cuore di chi è cresciuto a pane e avventure grafiche. Insomma, una certezza a prescindere.
Anteprima: No More Heroes: Desperate Struggle
Travis Touchdown torna a caccia.
Si sa, spesso la logica su cui sono costruiti i sequel è l’infallibile regola del più grande, più grosso e più cattivo: basta un’aggiustatina ai difetti dell’originale, qualche doveroso spunto inedito ed una decisa spinta sull’acceleratore dei pregi per sfornare un seguito a regola d’arte. Certo, il punto di partenza è determinante, soprattutto se l’obiettivo è quello di rendere più grande, più grosso e più cattivo il secondo capitolo di un videogame in cui si salva facendo accomodare lo sboccato protagonista sulla tazza del cesso o si prendono a spadate (laser) gli avversari, provocando vere e proprie fontane di sangue.
L’impresa dell’eclettico game designer Suda51 non sembrerebbe dunque delle più semplici, ma basta un’occhiata al trailer di debutto di No More Heroes: Desperate Struggle per rendersi conto di quanto il papà di Killer7 sia decisamente sulla buona strada: un truzzissimo gangsta rapper (con l’immancabile radio anni ’80 che si trasforma in un prolungamento robotico delle braccia ed in un lanciamissili!) che non si fa problemi ad usare due squillo afro come proiettili umani, più gnocche, più mosse da wrestler e soprattutto due katane laser. E il naufragar m’è dolce in questo sangue.
Seguito del cult imperfetto dello scorso anno, Desperate Struggle è senza dubbio uno dei titoli da tenere d’occhio per il 2010 del Wii: il ritorno dello scanzonato assassino Travis Touchdown promette infatti di bissare quanto visto nell’acclamato episodio originale, proponendo una surreale odissea dai toni tarantiniani tutta incentrata sul tema della vendetta (con Bishop Shibux, commesso della videoteca Beef Head nonché amico fraterno del protagonista, nella scomoda parte della vittima sacrificale…).































